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commento
'Piazza San Gaetano: Nerone ed il Santo'
di Mario Pirone e Marcello Ricci
Inserito il: 20/02/2009

In questa nostra carrellata fotografica, storica ed aneddotica su Napoli, attratti, quasi calamitati dai luoghi legati all'origine di questa città, dagli splendori architettonici, dai valori morali, dalla storia e dalle eroiche gesta dei nostri fratelli, dal vissuto, dal passato, dal cuore di Napoli e dei napoletani proviamo, ora, ad addentrarci ed a ricostruire, come un puzzle, di cui sono rimasti, ahimé, solo pochi tasselli, un immagine del fulcro cittadino.
Chi vorrà seguirci, in questo tour, chi vorrà vedere attraverso i nostri occhi, chi vorrà correre sulle ali della nostra fantastica ricostruzione di avvenimenti, luoghi, emozioni, si troverà ad avere una visione quasi tridimensionale ed inedita di una delle città più belle e più ricca di vissuto al mondo .
Appaiono e scompaiono in rapida alternanza, suoni, colori, odori, voci, che danno spazio a fertili immaginazioni, pensieri, riflessioni, ricordi, amori, dolori, vita, guerre, efferatezze, gioie, sfarzi e ricchezze.
Questa Napoli, così ricca di anima, ieri, oggi e domani, fervida di vita, dove nulla è accaduto per caso, nasce nell'era greco-romana, la dove ora è Piazza San Gaetano.
Da questo primo nucleo urbano, ci muoveremo in più direzioni, formando un’ipotetica raggiera. Seguendo la scia luminosa e splendente dei raggi, formati da chiese, monumenti e palazzi, ci soffermeremo a leggerne la vita, fra le mura e la storia.

Inizialmente era il "Foro Augustale" e nel I secolo vi fu eretto, da Tiberio Giulio Tarso, il Tempio dei "Dioscuri: Castore e Polluce". In quel tempo, il sito, era considerato il centro della vita pubblica e religiosa, difatti il foro ospitava anche la basilica, il tempio di "Cerere", la "Curia" e l' “Aerarium".
L'antica storia napoletana, è passata in questa piazza, le più importanti pagine, sono state scritte qui, e, qui, sono stati ricevuti i più noti personaggi.
Nerone, vi fu accolto, quando decise di esibirsi nella nostra città come cantore. E' d'obbligo aprire una parentesi, per informare il lettore che, forse, ancora oggi sarebbe possibile scorgere qualche frammento dell'antico teatro da un "basso” di Vico Cinquesanti. Diciamo ­ forse - perché il "basso” è proprietà privata di un signore che vi abita, pertanto, solo con il suo personale consenso e solo se è disponibile, si può, attraverso una scala di emergenza, calarsi nelle rovine del teatro romano.
Nel VIII secolo, nel giorno della conversione di San Paolo, dopo una vittoria riportata sui saraceni, al posto delle rovine del tempio dei Dioscuri, i napoletani, costruirono la chiesa di San Paolo Maggiore, rifondata nel 1538 anche da San Gaetano da Thiene, e la chiesa di San Lorenzo Maggiore al posto della Curia.
Nella piazza, dopo varie trasformazioni, venne collocata la statua di San Gaetano nel 1737, da cui assunse l'attuale toponomastica.

San Gaetano

Anno 1537 a Napoli il tribunale dell'Inquisizione! Ad introdurlo sono il Vicerè Don Pedro da Toledo, marchese di Villafranca, ed il fratello Cardinale di Compostella!!!
La città insorge indignata ed il 13 maggio ricorre alle armi. Il vicerè interviene e placa gli animi. Per qualche giorno tutto torna normale.
25 maggio, Cesare Capuano, nobile di Porta nuova, viene arrestato e condotto alla Vicaria, con l'accusa di essere promotore dei tumulti del 13 ultimo scorso. Giovanni Luigi, fratello di Cesare, coadiuvato dai cavalieri e dal popolo, libera il fratello e disperde le guardie.
Don Pedro da Toledo non tollera l'insubordinazione ed ordina la cattura dei colpevoli e l'esecuzione.
Gian Luigi Capuano, Fabrizio D'Alessandro e Antonio Villamarino, vengono catturati e sgozzati, ed i loro corpi esposti sulla pubblica piazza su di un panno nero.
Questo eccidio è molto mal ingoiato dai nobili, che, unitisi al popolo imbracciano le armi. A questo punto la città è devastata da atroci lotte, saccheggi, incendi e vendette personali, il tutto condito da fiumi di sangue.
Giorno dopo giorno il massacro dilania la città, gli animi sono sempre più tesi ed accesi.
In questo scenario compare un umile prete, che cerca disperatamente di mettere pace fra le genti opposte. Ma il suo parlare sembra disperdersi nel vento. Nessuno è intenzionato a cedere.
Intanto la città è sempre più straziata. Il religioso, viste andar nulle le sue intercessioni presso il popolo ed i regnanti, fa voto al Signore della sua stessa vita in cambio della pace in città.
Questa preghiera accorata raggiunse il Buon DIO ed il desiderio di San Gaetano da Thiene fu esaudito.
Ebbene si, l'umile sacerdote è proprio San Gaetano!

San Gaetano morì il 7 agosto 1547 a 66 anni, consumato dagli stenti e preoccupazioni e due mesi più tardi la pace ritornò nella città partenopea. L’evento, però, ha dello straordinario; una domenica mattina in città, all’improvviso, finirono i disordini e gli eccidi. Della lotta tra il Vicerè, i Nobili ed il popolo non rimaneva più nulla.
Tutto tacque, tutto finì, ed a Napoli ritornò la pace come se nulla fosse accaduto ma, fatto ancora più notevole, nessuno aveva perorato la causa di nessuno.
Il motivo dominante della vita di San Gaetano fu sempre la riforma della chiesa, ma contrariamente a Martin Lutero questa opera si esplicò dal basso verso l’alto con la formazione del clero e l’apostolato fra i poveri e gli ultimi; quando qualcuno gli faceva notare che i napoletani non potevano offrire quanto i ricchi veneziani rispondeva “E sia, ma il Dio di Venezia è anche il Dio di Napoli”.
La gente di Napoli non ha mai dimenticato questo piccolo sacerdote venuto a donarsi loro senza mai risparmiarsi fino a morirne. La piazza antistante la Basilica di S. Paolo Maggiore è intitolata a lui, e la basilica stessa, per secoli sede dell’Ordine, è ormai da tutti chiamata di S. Gaetano, ancora oggi meta di continua devozione del popolo dello storico e popoloso rione.
Da secoli è stato nominato compatrono di Napoli. Il suo è fra i nomi più spesso imposti ai figli dei napoletani e di tutta la provincia.
Fu beatificato il 23 novembre 1624 da papa Urbano VIII e canonizzato il 12 aprile 1671 da papa Clemente X.


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